7:15 – La prima sveglia rivolta i primi monitori presenti da domenica. Aspettative della colazione: hotel 5 stelle. Realtà: due fette di toast e Nutella da condividere in quindici.

9:00 –  Apertura ufficiale del Camp con il check in, la scena si può riassumere come una corsa di cavalli indirizzati tutti alle rispettive stazioni, tra la fretta e la furia si riesce anche a sbagliare corsia. Ahhh… la fretta!

-> 8:15 – I primi genitori, o non hanno letto bene l’orario, oppure non vedevano l’ora di liberarsi dei figli.

10:00 – Over-rodata introduzione da parte di Marco e Roger. Ci sono campers che sanno meglio di loro cosa dire.

10:30 – Inizio ufficiale del Camp. Coloro che si trovano al Matro pregano per il  maltempo o che il lago fuoriesca e li raggiunga. Quelli al Gottardo sembrano, invece, usciti dal cantiere della omonima galleria. La quarantena in assenza di basket si fa sentire.

12:45 – Mensa spostata allo stabile Gottardo per cause Covid-19, iniziano le lamentele per le distanze percorse… per recuperare, la mensa risponde con i tacos, che, a differenza di quelli di Lebron, arrivano on Monday.

13:30 – Siamo solo alla quarta ora e ci sono monitori che già giacciono come mummie al campo base. (Vedi foto Mauro)

 

14:30 – 18:30 – Il camp riparte a gonfie vele, tra basket, baseball e salsa, si arriva a fine giornata stanchi ma contenti.

19:15 – Cena americana a base di hamburger e patate. Ahh… hamburger vegano! Half american…

20:30 – 22.00 – I primi cinque gruppi si dilettano nel beach volley e beach soccer (si vede anche qualcosa di buono, previsti movimenti nel mercato sportivo). Mentre i quattro gruppi più grandi continuano a darsele di santa ragione a colpi di and-ones, triple e crossovers.

23:19 – Consueto ritardo dell riunione dei monitori.

 

by Yuri Solcà

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